Arno Stern: dobbiamo proteggere la spontaneità dei bambini!”

Arno Stern ha aperto le porte ad un nuovo modo di intendere il disegno dei bambini nella loro prima fase evolutiva (0-6 anni), dando una grande importanza alla libertà di creare e criticando la forma d’intervenire da parte di genitori ed educatori nel disegno dei più piccoli. Non sanno disegnare, certo, sono piccoli e spesso corriamo ad aiutarli intervenendo continuamente per correggerli: “E’ una casa? È un sole?… no, non così. Adesso devi disegnare il volto di questo sole”. E se invece il nostro miglior contributo fosse semplicemente quello di creare le condizioni perché possano dipingere senza essere continuamente giudicati e condizionati dalla nostra mente adulta e razionale?

Ma chi è Arno Stern? La sua incredibile storia inizia alla fine della seconda guerra mondiale quando, a soli vent’anni, gli viene affidato un gruppo di bambini, orfani di guerra, in un orfanotrofio svizzero. A causa della sua inesperienza e della sua mancanza formazione sui bambini, ebbe la grande idea di farli disegnare liberamente per intrattenerli, ottenendo un successo inaspettato, che lo incoraggiò a continuare l’esperienza aprendo un laboratorio di pittura a Parigi.

Le prime scoperte sul disegno dei bambini lo portano a intraprendere un viaggio, percorrendo deserti, savane e foreste vergini di tutto il mondo alla ricerca di popolazioni che a metà del XX secolo non avevano ancora avuto contatti con la civiltà occidentale. In questo viaggio, Arno cercò la conferma di ciò che aveva creduto di scoprire con le sue prime esperienze nell’orfanotrofio svizzero e nel suo laboratorio di Parigi e che successivamente darà origine a quella che poi lui chiamò la teoria della “Formulazione”.

L’idea alla base della Formulazione è che tutti gli esseri umani abbiano una “memoria organica”, universale che si esprime attraverso il disegno libero e spontaneo. “Gli eventi della nostra vita prenatale sono di enorme importanza e la Formulazione è un codice universale utilizzato dai bambini nelle loro prime rappresentazioni”. E continua: “Infatti la prima domanda che mi sono posto è stata come potevano tutti i bambini disegnare un tetto triangolare sopra un muro quadrato per rappresentare una casa, anche se nessuno di loro viveva in una casa del genere. Ho girato il mondo, alla ricerca di stili di vita diversi, nei deserti, nel nord delle Ande… e ho trovato popolazioni che non erano scolarizzate, a cui non erano state fornite immagini di case. Il risultato è che hanno riprodotto esattamente le stesse forme, le stesse case dei bambini che vivevano a Parigi. Quindi sono arrivato alla conclusione che non riproducono qualcosa che hanno visto, ma qualcosa che hanno dentro di sé e sono giunto alla conclusione che esiste un codice universale che ho chiamato appunto “Formulazione”.

Arno Stern avverte che quando un bambino disegna la prima figura tonda, l’adulto dovrebbe limitarsi ad osservare perché il razionalismo dell’adulto è un vero e proprio pericolo. Infatti quando l’adulto, per mostrare il suo interesse al bambino, fa la fatidica domanda: “che bello! Cosa volevi disegnare? Secondo la sua teoria, il bambino non vuole rappresentare qualcosa, ma quello che disegna è solo una Figura Primaria appunto della “Formulazione”.

E dopo la figura rotonda, quadrata, il triangolo appariranno inevitabilmente le Figure-Oggetto e le Figure essenziali dopo appunto le Figure Primarie.

Quindi secondo Arno Stern c’è una prima fase evolutiva in cui il bambino realizza figure che non rappresentano qualcosa. Cioè, non nascono dall’intenzione di riprodurre le cose, poiché questa intenzione avverrà in un secondo momento. In questa prima fase il bambino non riproduce qualcosa che ha visto, ma qualcosa che ha in sé, quella che ha chiamato memoria organica. E recentemente, infatti, le neuroscienze hanno rivelato l’esistenza di un tipo di memoria cellulare che coincide con questa definizione, che registra ciò che sfugge al ragionamento e che è proprio della memoria originaria di ogni essere umano.

Quindi Secondo Arno Stern è importante che in questa prima fase il ruolo del genitore sia di assistente e non di insegnante e che imparino l’esistenza della Formulazione per riconoscerla e rispettarla, per non fare nulla contro la spontaneità del bambino.

Questo articolo ha 2 commenti.

  1. Paola Cerroni

    Grazie, non conoscevo Arno Ster e il suo Metodo è stato un articolo interessantissimo; però ho letto e studiato il Metodo Montessori e penso anch’io che i bambini debbano essere lasciati liberi di disegnare e creare.

    1. Valentina

      Ciao Paola, siamo contente che ti sia piaciuto il post! Se fossi interessata ed approfondire l’argomento ci sono dei video in youtube sulla teoria di Arno Stern come questo: https://youtu.be/M7Bn0_A8uX8

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